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Donatello

Donatello

Donatello, nato a Firenze nel 1386 dove morì nel 1466, è riconosciuto come uno dei padri del Rinascimento fiorentino e dei maggiori scultori mai esistiti, artefice di opere ancora oggi celebrate e realizzate con i materiali più vari, dalla terracotta al marmo. Si è contraddistinto per aver saputo imprimere nelle proprie opere una grande umanità.

La Chiesa di Santa Croce a Firenze accoglie il Crocifisso contadino (1406-1408) oggetto di competizione con quello di Brunelleschi, osservabile nella Chiesa di Santa Maria Novella a Firenze. Confrontandoli è palesato il loro differente fare artistico: nel creare la propria opera Brunelleschi fa particolare attenzione alla perfezione estetica del soggetto, al contrario di Donatello che mira alla rappresentazione dell'agonia e della sofferenza fisica.

Le statue di San Marco e di San Giorgio (1411) sono poste nelle nicchie della Chiesa di Orsanmichele e da esse trapela ancora una volta il riguardo verso la cura per l'espressività dei soggetti che in tal caso manifestano particolare forza ed energia.

A partire dal 1415 Donatello si dedicò alla decorazione del Campanile di Giotto dando vita al Profeta pensieroso, al Profeta imberbe e al Sacrificio di Isacco nei quali è palese l'intensità espressiva. Al contempo eseguì lo Zuccone e il Geremia.

Il Museo del Bargello di Firenze ospita il Marzocco che Donatello realizzò in pietra serena tra il 1419 e il 1420: raffigura l'emblema del marzocco (un leone con una zampa adagiata su uno scudo con lo stemma di Firenze). Ma capolavoro assoluto di Donatello è il David (1440), commissionato da Cosimo de' Medici.

In bronzo, questa scultura è visibile da più punti ed è la prima in cui il corpo nudo è rappresentato a tutto tondo. A essa Donatello ha dato una chiara interpretazione raffinata della figura umana.